San Daniele e la "Crete"

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mercoledì 24 luglio 2013

Consiglio Comunale 23/07: bilancio di previsione 2013 e TARES

Il Consiglio svoltosi il 23 di luglio, si può dire che sia il più importante dell'anno, in quanto andando ad approvare il bilancio di previsione si delinea quale sarà la strada dell'Amministrazione per la corrente gestione; oltre a questo, l'importanza viene aumentata dalla regolamentazione della nuova TARES che sostituisce la vecchia TARSU in materia di raccolta rifiuti.
Prima di passare all'analisi dei due punti, vorrei augurare buon lavoro al nuovo consigliere Luca Scrignaro subentrato al posto di Matiz Ottaviano, al quale a sua volta auguro buona fortuna per la nuova via da lui intrapresa, che lo ha costretto alle dimissioni.
Ma ora passiamo al bilancio di previsione. Apriamo ricordando un dato messo in luce dall'assessore al bilancio Magnani e dal revisore dei conti: quest'anno, in un solo anno, i trasferimenti dalla Regione sono diminuiti di 400.000 €, inutile dire quanto questo influisca almeno per il momento sulla programmazione. Nonostante tutto, con dei tagli su molti capitoli di spesa, dolorosi ma necessari, l'Amministrazione conferma di non voler toccare addizionale Irpef, IMU, tariffe per i servizi e le concessioni del patrimonio comunale, ovvero senza andare a togliere dalle tasche nulla di più ai cittadini che, e qui arriviamo al secondo punto, saranno già penalizzati dall'introduzione della TARES.
Cerchiamo allora di capire cos'è questa TARES: in pratica, per farla breve e in maniera comprensibile, con il "Decreto SalvaItalia" lo Stato ha detto ai Comuni italiani, che per l'ennesima volta dovranno fare da esattori delle tasse per sistemare i conti di Roma, infatti, oltre a dire che gli Enti non possono compartecipare alla spesa, hanno inserito una maggiorazione di 0,30 € per metro quadrato che sarà totalmente girata nelle casse statali, nonchè altre norme in cui si impongono i sistemi di calcolo. Al lato pratico nel Comune di Paluzza i conti erano già in ordine e quindi peserà la maggiorazione imposta; per andare incontro ai pubblici esercizi quali negozi, bar, pizzerie, ecc...l'Amministrazione è riuscita ad avere parere positivo su una redistribuzione della spesa in maniera di abbattere di ben il 50% l'imposta che altrimenti sarebbe dovuta.
Detto questo, e augurandonci che il Governo riveda la materia in questione, l'aumento per le utenze domestiche sarà sull'ordine dei 10€, mentre per gli esercizi sarà comunque un aumento importante nonostante la riduzione.
Per concludere, aggiungo un pensiero personale riguardo al ruolo sempre più marginale e difficoltoso che i Comuni italiani si trovano ad avere con l'avanzare di queste politiche, un ruolo ridotto quasi all'ordinaria amministrazione a causa dell' "austerity" che ci viene imposta dall'Europa comandata non da chi noi eleggiamo, ma bensì da tecnocrati e banchieri, e accolta senza fiatare dal Governo Italiano; se questa è l'Europa che anni fa avevano pensato e ci avevano spacciato come fonte di ricchezze, beh, o hanno fatto un grossissimo errore oppure erano in malafede...a voi la scelta di pensiero.

venerdì 24 maggio 2013

Patto di Stabilità: quale sarà il futuro prossimo nel Comune di Paluzza

Ebbene, di questi tempi non c'è mai pace per famiglie, imprese e nemmeno per le amministrazioni.
L'Europa, quella che avrebbe dovuto farci stare tutti meglio, sottomessa alle richieste tedesche e gestita da tecnocrati di varia estrazione, sottomessi agli interessi delle banche private, chiede all'Italia austerità, diminuzione della spesa pubblica, dando come risultati il tartassamento dei cittadini e anche la sospensione degli investimenti pubblici. Fermandoci qua sulle valutazioni politiche, ci limitiamo a dire che il Patto di Stabilità, imposto ai comuni al di sopra dei 1000 abitanti, è stato calato da un giorno all'altro sulle teste degli amministratori  e, sinteticamente, impone di spendere solamente quanto si incassa durante l'anno; detto così sembra un concetto semplice, ma la realtà invece è che questa è una norma complicatissima, che blocca, rinvia, con sistemi indecifrabili gli investimenti già fatti, una norma che può avere una logica ma per la cui applicazione sarebbe stato opportuno lasciare un tempo di transizione di almeno 2 anni.
Ma in pratica cosa comporta il rispetto del Patto di Stabilità? Anche qua semplifichiamo le cose dicendo che di tutti gli investimenti pubblici che il Comune avrebbe potuto fare nel 2013, ne verranno fatti meno della metà in quanto per gli altri non ci sono gli "spazi finanziari" necessari. Proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno e diciamo che comunque, essendo il bilancio comunale in buona salute, verranno ultimati i lavori precedenti, per cui le imprese verranno interamente pagate, si faranno le opere per cui è stato firmato un contratto d'appalto entro la fine del 2012 (spogliatoi Timau e strade di Aip e Valpudia), e verosimilmente si faranno i lavori per viabilità, marciapiedi e illuminazione per cui la Regione dovrebbe assegnarci, speriamo in breve, 150mila euro. Discorso a parte per la reception dell'Albergo Diffuso, per cui il discorso è più complicato visto che ci sono anche dei fondi europei di mezzo, ma che comunque in qualche modo si farà.
Rinviati invece i parcheggi di Cleulis, i lavori di San Giacomo e San Nicolò, la ristrutturazione dei fortini sulla Torre Moscarda, e altri ancora, nonchè la progettazione di altre opere in programma come i parcheggi di Casteons o l'ampliamento dei cimiteri comunali; la cosa peggiore comunque, non è il fatto in se che questi lavori vengano rinviati, ma bensì che ci sarà meno lavoro per le nostre imprese, un esempio nel piccolo di come l' AUSTERITA' APPLICATA A UN'ECONOMIA IN RECESSIONE, NON FA ALTRO CHE VELOCIZZARE LA RECESSIONE STESSA.
Ora non ci resta che andare avanti così, attendendo magari un ammorbidimento della morsa da parte del nuovo Governo, con riforme strutturali serie che colpiscano la spesa improduttiva e il sistema malato della grande finanza europea.

giovedì 11 aprile 2013

Perchè votare Lega Nord alle prossime regionali: i punti fondamentali

Si avvicina ormai l'appuntamento con le prossime elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia nonchè le provinciali per la Provincia di Udine, inutile dire quanto questo appuntamento sia importante per la nuova Lega Nord 2.0 che si pone l'obbiettivo di lavorare bene nelle regioni per poi far pesare le proprie decisioni sulla politica nazionale; in Lombardia il risultato è già stato portato a casa, ora è la volta della nostra regione. Ma perchè un cittadino dovrebbe votare Lega e quindi sostenere Tondo governatore e Fontanini presidente? Andiamo a presentare i tre punti fondamentali su cui si basa tutta la programmazione.

  • Macroregione, 75% delle tasse trattenute in regione, fiscalità di vantaggio
A causa della crisi che ormai ha preso l'intero paese da due anni, la politica nazionale sottomessa a quella dei poteri forti delle banche e della Germania, anzichè procedere con riforme strutturali, come i costi standard in sanità portati avanti da Lega Nord e poi cancellati da Monti, ha preferito falcidiare i contribuenti con nuove tasse e diminuire i trasferimenti; il FVG è passato nel giro di pochi anni dal trattenere il 65% delle proprie tasse al 50% con le logiche conseguenze, per pagare i debiti e i malcostumi di altri che certo non sono propri della nostra gente e mentalità. Con il patto firmato tra Zaia,Maroni,Cota e Tondo, le quattro regioni del nord si propongono di trattenere una percentuale pari al 75% delle tasse (in FVG vorrebbe dire circa 800€ a persona in più all'anno) per poi procedere con politiche serie a favore di famiglie, imprese, lavoro, sanità...
Non è un'utopia la fiscalità di vantaggio, ovvero ridurre la pressione fiscale soprattutto nelle zone di confine per evitare l'emorragia di imprese verso l'est e la Carinzia, cosa attuabile appunto se potremo trattenere più gettito fiscale nel nostro territorio. Si badi bene che il patto per la macroregione non è affatto una rinuncia della specialità e delle possibilità legislative a favore di altri enti, bensì è solo un patto per la fiscalità; chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire.

  • Dimezzamento del debito regionale, mantenimento di un'ottima qualità
Quando il centrodestra arrivò 5 anni fa per sostituire Illy, il debito regionale era di 1 miliardo e 600 milioni, uno sproposito per una regione piccola come la nostra, frutto di spese pazze e senza logica; dopo questa legislatura il debito si è dimezzato, ora è di 800 milioni, una strada fatta anche di decisioni che forse non hanno sempre fatto felici tutti ma che erano necessarie. In questo quadro della situazione, aggiungendo crisi e tagli vari, la nostra Regione ha confermato di avere una sanità tra le più eccellenti, ha avviato la procedura per smantellare tanti enti inutili o accorpandoli, non ha fatto mancare il sostegno negli investimenti degli enti locali.

  • Fontanini, uomo del Friuli, strenuo difensore della cultura e tradizione friulana
E' cosa nota che nella nostra Regione convivano una marea di culture e di genti diverse; la chiusura delle province paventata dal centrosinistra è solo uno specchietto per le allodole, infatti a fronte di risparmi minimi, si andrebbe ad eliminare un'istituzione che rappresenta il Friuli e i suoi popoli. Da sempre il presidente Fontanini si batte per la parità di trattamento tra Udine e Trieste, si batte per la cultura e le tradizioni locali.

Ma ora passiamo a presentare i nostri candidati in Regione e Provincia. Perchè votare Stefano Mazzolini in Regione e Lorenzo Longo in Provincia?

  • Stefano Mazzolini, impegno serio per tutta la montagna
Negli ultimi anni presidente di Promotour, ha dovuto fare il conto anche lui con i vari tagli si spesa, si è trovato erede di investimenti sbagliati e fatti senza un principio di economicità (funivie dove potevano bastare seggiovie, piste fatte dove la terra frana o dove si staccano le slavine, ecc...) da parte di precedenti presidenze non troppo competenti in materia; gli skipass sono aumentati e questo è un dato di fatto, ma le colpe sono appunto da ricercare nei fatti esposti nella premessa, non certo nel lavoro di Mazzolini. Non bastasse, l'impegno è stato su tutti i poli indistintamente, è stato regolarizzato l'alpinismo che da anni chiedeva spazio, sono stati aiutati anche gli amanti del volo, si è ritornato a parlare della regia unica per lo sci di fondo e sempre per questo sport si doterà lo Zoncolan di una pista in quota anche per i nostri atleti; da sottolineare che per gli aspetti concernenti questa posizione, Mazzolini si è impegnato ed è stato costantemente presente su tutti i poli dell'Alto Friuli, senza distinzioni o campanilismi, ed ha sempre difeso anche mezzo stampa la montagna dagli attacchi esterni.
Ora si ripresenta per le elezioni regionali con idee ben chiare: impegno su tutti i fronti per le questioni della montagna, deciso no alla follia degli ipotetici investimenti da 70 milioni di euro sul Pramollo che andrebbe a  indebolire ancora i nostri poli a favore dell'Austria, continuare con gli investimenti a favore delle famiglie per gli sport invernali, come detto prima fiscalità di vantaggio con logiche conseguenze per imprese e famiglie. Chi vota Lega Nord e scrive Mazzolini, vota l'impegno, vota per chi ha lavorato seriamente, vota per chi lavorerà seriamente.

  • Lorenzo Longo, un giovane per la nostra vallata in Provincia
Da anni ormai militante in Lega Nord, si interessa delle questioni del nostro territorio e ormai è pronto per poter rappresentare, sostenendo Pietro Fontanini, la nostra vallata e tutto il collegio in Provincia. Chi vota Longo oltre a votare per la nuova linea della Lega, vota anche per una buona rappresentanza delle nostre istanze a Udine, con l'energia che solo un giovane può avere.

Il 21 e 22 aprile, andiamo a scegliere chi ci rappresenterà in Regione e Provincia, scelta importante quanto quella che abbiamo fatto in febbraio per le politiche; è diritto e dovere civico di ognuno informarsi e crearsi una propria opinione per arrivare all'appuntamento preparati, per non votare per la demagogia e per il qualunquismo.


domenica 11 novembre 2012

Per capire qualcosa di più sulla crisi dell'Eurozona: Paolo Barnard

Mentre si parla degli scandali di Fiorito, Lusi, Belsito, si da pubblicità alle presunte gare di "burlesque" organizzate ad Arcore, si impostano interi telegiornali sulla politica statunitense e sul gossip spicciolo, si continua a tacere sulle vere cause della crisi che stiamo vivendo. L'Italia è ormai da mesi tacciata di essere uno dei veri problemi dell'Eurozona, ma ci siamo mai posti il dubbio che forse è l'Unione Europea il problema? In un'Italia ormai esautorata dai principali poteri che uno Stato dovrebbe avere, dove la democrazia ormai è un miraggio, gli italiani ormai sono preda di un lavaggio del cervello sistematico da parte di tutti i media.
I video che propongo hanno come protagonista Paolo Barnard, giornalista ed economista, autonomo senza colore politico, che mette sul tavolo una visione differente sulla crisi, presente ultimamente molto spesso nella trasmissione di approfondimento politico "L'ultima parola" in onda su Rai2, autore del libro "Il più grande crimine" e presente in numerosi convegni sul tema della crisi. E' importante ribadire che questi video benchè trattino di economia non hanno assolutamente nulla di difficile comprensione ed espongono teorie che anche chi non ha studiato in questo settore può tranquillamente capire.
Personalmente, penso che la gran parte di tutto quello che propone Paolo Barnard è condivisibile (l'unica cosa di cui non sono convinto è la teoria della cospirazione studiata a tavolino), anche io anti-europeista convinto, per un Europa dei popoli, dove ognuno comanda a casa propria e decide del proprio destino!
Se il video pare lungo, è importante soprattutto la prima ora e un quarto (prima delle domande del pubblico) dove viene spiegata la situazione generale.

1^PARTE
 

 
2^PARTE
 
 
3^PARTE
 

mercoledì 26 settembre 2012

Prime impressioni di un giovane assessore nel 2012

Sono passati quattro mesi dal nuovo incarico che ho accettato, potrebbero sembrare pochi ma in realtà bastano per potersi fare un'idea, o perlomeno di confermare un'idea precedentemente elaborata sulla gestione del Comune di Paluzza. C'è una macroriflessione da fare immediatamente: i tempi durissimi sono confermati ovviamente anche per il nostro Comune, il tutto ingigantito da una situazione di inadempienze che si trascina dalle precedenti amministrazioni, argomento per il quale andrebbe scritto un libro ma che per questioni di tempo e spazio non posso di certo scrivere qui; il succo del discorso sta nel fatto che le nuove leggi che vengono imposte dall'alto che diminuiscono la possibilità di contrarre mutui, i trasferimenti che sono sempre minori, le costrizioni dovute alla risoluzione di problemi passati, portano per forza a una diminuzione delle possibilità di programmazione futura che va quindi riducendosi verso i settori che hanno più urgenza. Insomma, è chiaro che se c'è da scegliere tra sistemare i cimiteri che sono sottodimensionati e malconci o impegnare proprie risorse per costruire un campetto in sintetico per i ragazzi, la scelta ricade per forza sui primi e guai se non fosse così. Tolte quindi le grandi programmazioni che per le mie deleghe potrei fare, rimangono quelle piccole, a cui dobbiamo ancora togliere quelle idee che si hanno ma che per le stupide leggi italiane non si possono fare (vedi gestione palestra di Paluzza in maniera di fare entrare anche i privati non appartenenti ad associazioni), togliere le idee che sono per il momento troppo costose come rifare un campetto (pensate, un lavoro che richiederebbe poche migliaia di euro in questo momento è fuori portata), rimangono le briciole come le collaborazioni con associazioni, il mantenimento di contributi per mantenere in vita il paese e poco altro. La domanda che mi faccio è: ma questa non è definibile come ordinaria amministrazione? Una domanda a cui ovviamente cercherò di dare una risposta appropriata nei prossimi mesi.

mercoledì 16 maggio 2012

Incontro sull'IMU a Paluzza

Mercoledì 23 maggio, alle ore 20.30 presso sala San Giacomo la sezione di Paluzza di Lega Nord con l'aiuto della segreteria provinciale organizza un incontro pubblico sul tema scottante dell'IMU introdotta dal governo Monti. L'incontro sarà presentato e mediato da Plazzotta Michael con gli interventi degli ospiti Luca Mazzaro e Stefano Mazzolini; durante l'incontro spazio alle domande dei presenti per chiarire perplessità, per esporre punti di vista.

venerdì 4 maggio 2012

A mente fredda: la bufera sulla Lega

E' passato un po' di tempo ormai da quando le forze dell'ordine sono entrate nella sede di via Bellerio perquisendo e portando alla luce transazioni e fatti senza ombra si dubbio illeciti; è bastato poco al movimento, pochi giorni, per prendere i primi provvedimenti e abbiamo assistito a dimissioni, anche di persone non indagate, ed espulsioni che comunque avviano il partito Lega Nord verso una seconda fase della sua esistenza. "Chi sbaglia. paga" è stato detto, e così è stato, perchè la filosofia su cui si fonda il pensiero leghista è proprio questo e, coi fatti, ora lo si è dimostrato ancora meglio che in altre occasioni; personalmente sono bastati due giorni per farmi passare la rabbia e convincermi che continueremo ad andare avanti, perchè passano gli uomini ma rimangono gli ideali. Ma subito un'altra cosa è saltata all'occhio, ovvero l'accanimento dei media su questo fatto, che voglio ripetere è da condannare, ma che dopo un po' di tempo avrebbe dovuto lasciar spazio ad altre notizie; invece no, ancora oggi si parla dei "leghisti ladri" (è sempre semplice fare di tutta l'erba un fascio), mentre poco si parla della premiata macelleria Monti o del tesoriere della Margherita Lusi, o dei vari problemi dei componenti del Pdl. Forse il fatto che il governo dei "supertecnici" è appoggiato da queste specie di partiti, incapaci di governare e talmente privi di una forza decisionale che delegano e scaricano tutte le responsabilità su questo salvatore della patria che il caro Presidente della Repubblica ci ha regalato, lo esonera dal rispondere appieno all'opinone pubblica? A mio modesto parere, che non sono nulla di più di un onesto cittadino, i tg nazionali invece dovrebbero durare almeno il doppio per spiegare cosa questi tecnici fanno, cosa i soliti noti sono costretti a subire e a ricordare chi si toglie la vita perchè si trova in condizioni economicamente insostenibili, ma anche licenziati, persone che dovevano andare in pensione e invece ora ci andranno fra 5 anni, giovani senza prospettive. Tant'è che questo è il paese in cui viviamo, e così tra mille contraddizioni, tra tanta demagogia inutile, noi piccoli militanti portiamo avanti la nostra idea di cambiamento, sempre a gratis e sempre perchè prima di tutto la nostra attività è una passione; a tal proposito vorrei ricordare come la riforma in senso federale dello Stato Italiano rifiutata dagli stessi italiani in un referendum nel 2008, ci avrebbe fatto risparmiare miliardi e miliardi di euro che probabilmente avrebbero evitato l'aumento dell'Iva, delle accise e l'introduzione dell'IMU targata Monti. Per quanto mi riguarda, non sarà certo lo scandalo di Belsito, dei Bossi o di Rosy Mauro che mi farà cambiare idea; risponderanno a chi di dovere, pagheranno com'è giusto che sia, mentre i militanti, quelli veri, continueranno a portare avanti l'ideologia federalista.

giovedì 22 marzo 2012

Occhio alla nuova IMU

Ha lo stesso nome che era stato deciso per la tassa legata al federalismo e che doveva entrare in vigore nel 2014, ma non è affatto la stessa cosa. Infatti mentre quella prevista dal precedente Governo non colpiva la prima casa ed era lasciata a completa gestione dei comuni, quella varata per il 2012 dal Governo Monti è tutt'altra cosa, colpirà infatti anche la prima casa, sarà più pesante a causa delle rivalutazioni catastali e infine rimarrà ai comuni solo per il 50%. Logiche conseguenze sono le maggiori tasse (e in montagna il settore agricolo ne è risparmiato, per fortuna almeno quello), ancora meno soldi ai comuni per favorire la sistemazione dei conti disastrosi dello Stato. Un passo indietro contro il federalismo quindi, nonchè nuovi dubbi su alcuni territori del Meridione dove a quanto pare non esista nemmeno un catasto.

lunedì 20 febbraio 2012

Unione dei Comuni montani: l'ultima assurdità votata a Trieste.

Quando anni fa si decise di eliminare le vecchie comunità montane, di certo non si immaginava che a distanza di anni la fine di un percorso era costituita da una specie di nuova comunità, ancora più forte, ancora più accentrata. Tant'è che rimangono delusi (io compreso) quelli che speravano in forme di accentramento di funzioni, misure sacrosante queste anche coi periodi che corrono, a livello di vallata, una forma che è stata anticipata negli ultimi anni dalle "Associazioni Intercomunali", che seppur denotavano delle difficoltà, erano senza dubbio quelle che lavoravano in un territorio omogeneo e potevano garantire un buon livello di servizi ai cittadini; si doveva lavorare in questo senso. Invece non è così. La Regione FVG con una legge emanata a novembre delinea la creazione delle nuove "Unioni dei Comuni montani", in parole povere, come si diceva prima, una comunità montana ancora più forte; nelle legge quadro infatti si riscontrano alcuni punti che davvero lasciano perplessi, dall'accentramento di moltissime funzioni, al voto ponderato alla popolazione e superficie che non può che significare più potere dei comuni della Conca Tolmezzina e meno alla Carnia delle valli. Ci si potrebbe dilungare moltissimo sul dibattito in merito a questa legge, ma per brevità di informazione con un elenco andiamo a vedere quali saranno le conseguenze se questo testo verrà applicato così com'è:
  • accentramento di molte funzioni nella sede della nuova Unione (inutile dire che sarà Tolmezzo) tra cui anche i servizi finanziari, ciò vuol dire che le tasse che arrivano al Comune verranno gestite dal nuovo ente;
  • nel nuovo ente funzionerà per le decisioni un voto ponderato alla popolazione e territorio, il che vuol dire che comuni come Treppo Carnico, Rigolato e moltissimi altri non avranno pressochè alcun potere decisionale;
  • inutile dire che se le funzioni vengono accentrate e gestite dall'Unione, non avranno alcun potere gli amministratori locali eletti dai cittadini, in favore di tecnici spesso lì tramite nomine politiche; i Sindaci dei comuni più piccoli avranno un potere in pratica solo rappresentativo paragonabile quasi a quello di un presidente di Pro Loco (ovviamente con massimo rispetto di tale figura);
  • i servizi gestiti dal centro dell'Unione inevitabilmente saranno di basso livello, in quanto il territorio è vastissimo e con diverse esigenze;
  • il forte accentramento verso la Conca Tolmezzina, avrà di riflesso un ulteriore impoverimento delle valli, un incentivo al già disastroso spopolamento.
Per un ulteriore approfondimento della questione rimando al testo normativo al link http://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2011&legge=14&lista=1&fx=# sul sito della Regione.
Inutile dire che il mio impegno sarà volto a evitare che questa legge venga applicata o almeno a limitare i danni, con i mezzi che la mia carica di consigliere comunale mi consente di usare.

sabato 17 dicembre 2011

Governo Monti: quale futuro per l'Italia?

Ormai era più di un mese fa quando si diceva che la colpa della situazione disastrosa dell'economia in Italia era gran parte colpa del vecchio Governo Berlusconi, che se si fosse dimesso il temibile "spread" sarebbe sceso di colpo, che senza di lui i mercati avrebbero avuto più fiducia; ebbene erano delle ipotesi, chiamiamole così, a cui era comodo credere, a cui pure io avevo iniziato a pensare, vuoi vedere che sul serio problema è il "Cavaliere"? I primi giorni dopo l'insediamento di Mario Monti sembrarono dare ragione a queste ipotesi, con qualche segno di ripresa dei mercati; macchè, solo un fuoco di paglia, pochi giorni dopo la situazione sarebbe tornata la stessa, i dubbi sul futuro restano, e adesso non c'è più il capro espiatorio su cui addossare tutte le colpe. In più una manovra "lacrime e sangue" in cui la tanto conclamata equità non si vede e addossa il sacrificio sempre agli stessi: pensioni, iva, ritorno dell'ici anche sulla prima casa, ma misure per lo sviluppo neanche l'ombra; una riflessione poi da giovane: ma se prima non c'era lavoro per i giovani, cosa ci dobbiamo aspettare adesso che pure gli anziani devono lavorare di più? Le risposte le ha già date l'Istat questi giorni, secondo cui il 40% dei disoccupati è under 30 e sono destinati a salire. Infine non possiamo non parlare del federalismo fiscale, completamente snobbato anche se questo si presenterebbe come efficace misura contro gli sprechi assurdi che si vedono si in tutta Italia, ma nella maggior parte dei casi nel sud (e questo detto senza voler fare dello scissionismo gratuito, ma guardando i semplici dati). Insomma a un mese, poco più, del nuovo corso, non poche sono le nubi che si addensano sull'Italia e sull'Europa, c'è solo da sperare che tutto questo non peggiori e che a breve si abbia una ripresa generale di tutto il sistema. Nel frattempo Lega Nord e i suoi rappresentanti si faranno sentire per far valere le ragioni di chi non può essere contento della situazione.